Nella settimana scorsa, al Marco Polo di Firenze, abbiamo realizzato la quinta edizione di School For Future, un festival rivolto a tutta la cittadinanza, nel quale la scuola si apre fino a tarda sera con incontri, laboratori, eventi, spettacoli. Molte le cose successe che sarebbero da raccontare. Riporto solo alcune immagini, per rendere conto di quello che può capitare in una scuola.
Nel giardino, decine di insegnanti, Ata, genitori, studenti e semplici cittadini hanno ballato e “riflettuto” insieme sull’onda degli stimoli proposti dal collettivo teatrale Sotterraneo.
Quasi duecento persone (e sarebbero state molte di più se non avessimo chiuso le prenotazioni) hanno partecipato con entusiasmo ed emozione a uno spettacolo di Gaia Nanni sulla storia di Rosa Balistreri e di altre donne coraggiose.
Un giovane curatore del libro “Poesie da Gaza” ha commosso e tenuto in rigoroso silenzio centinaia di ragazze e ragazzi con un discorso straordinario su cosa significa scrivere poesie mentre si consuma la tragedia palestinese.
In un incontro nel quale si raccontavano le storie di mobilità Erasmus in Europa, una ragazza ha detto testualmente: «Non volevo partire perché sono molto ansiosa, ma poi si è rivelata l’esperienza più bella della mia adolescenza perché ho scoperto una me più aperta e sicura che non pensavo ci fosse».
Nel luogo dove di solito si fa il collegio dei docenti, si è tenuta una maratona rock serale dove hanno suonato ragazzi e adulti (anche alcuni insegnanti). Uno straordinario “sacrilegio”, un meraviglioso capovolgimento di senso di uno dei “santuari” scolastici.
Credo che oggi sia importante reinterpretare la scuola, ripensarne le finalità, i tempi, gli spazi. Non può più essere solo un luogo di trasmissione del sapere dall’alto, chiuso al mondo esterno come è stato e continua a essere spesso ancora oggi. Rischia di rimanere il feticcio di un mondo che non c’è più. Dobbiamo aprire davvero porte e finestre, provare a portare la vita reale nella scuola e la scuola nella vita reale. Solo così la scuola potrà sopravvivere a sé stessa.
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