«Non ho voglia». Quante volte ci siamo sentiti dire questa frase a scuola! «Prof, ieri non ho avuto voglia di studiare, posso non essere interrogato?». «Prof, oggi non abbiamo voglia di fare lezione, possiamo fare un’attività alternativa?». Ma anche gli adulti la utilizzano spesso. «Oggi avrei da correggere i compiti, ma francamente non ne ho nessuna voglia». «Non posso pensare che abbiamo un collegio docenti, non ho propria voglia di andarci».
Com’era la storia che l’erba voglio cresce solo nel giardino del Re? Sappiamo che non possiamo ottenere tutto ciò che vogliamo, che non dobbiamo essere troppo pretenziosi, che dobbiamo accettare la realtà con le sue fatiche e i suoi sacrifici. È quello che noi adulti abbiamo imparato con l’età ed è quello che insegniamo ai nostri figli e ai nostri studenti. Contrastando con molta severità l’atteggiamento di chi dice di non avere mai voglia o di voler fare solo le cose che desidera.
Eppure, ci potrebbe essere un altro punto di vista. Se qualche volta non abbiamo voglia, forse dovremmo prenderne atto, è una verità con cui fare i conti. Che a volte parla del fatto che non ci interessa quello che dovremmo fare. Altre volte racconta che siamo stanchi, che non abbiamo energie sufficienti e dovremmo domandarci come mai.
In ogni caso, non va sempre bene forzarsi per fare le cose che non abbiamo voglia di fare. A volte dovremmo considerarlo un campanello d’allarme da ascoltare, accogliere l’idea che non ce la facciamo e che non possiamo essere sempre performanti, come il mondo troppo spesso ci chiede.
Ecco, mi piacerebbe molto una scuola nella quale sia possibile dire «Non ho voglia» e rispondere «Va bene, questa cosa allora puoi non farla, la farai in un altro momento, quando ti senti di farla». Certo, se si pretende sempre di fare solo le cose che ci piacciono, abbiamo un problema. Ma sarebbe così scandaloso riconoscere ogni tanto il diritto di non avere voglia? Forse potrebbe essere un tassello di una scuola e di un mondo diverso, nei quali finalmente ascoltiamo le nostre fragilità e impariamo a fidarci gli uni degli altri.
15 Maggio 2026 alle 7:19
E’ incredibile come proprio ieri a 60 anni suonati,mi sia detta che non avevo voglia di fare una telefonata affettiva e prendermi la liberta’ di non farlo senza sentirmi in colpa,dicendo solo a me stessa mi posso prendere questa liberta’ di non avere voglia!
Non avevo le energie giuste,mi sentivo stanca da una giornata di lavoro.
imparo adesso da molto grande a prendermi questa liberta,,io che non sgarro mai che metto le mie priorita’ affettive sopra a tutto sopra a me stessa.
E poi questa mattina leggo il suo post!
Se avessi incontrato questa apertura mentale nella scuola con gli insegnanti,avrei goduto di piu’ della vita anche quella professionale e
le mie sofferenze scolastiche sarebbero state non colpi al cuore. ma qualcosa da guardare e affrontare con serenita’.
Un’ altra prospettiva ,un punto diverso di
vedere la propria non voglia ,e di capire anche motivi,senza sentirsi sbagliati,inadeguati alla vita.
La ringrazio tanto di questa riflessione mattutina caduta dal cielo a darci un senso nuovo al nostro vivere!
I ragazzi hanno bisogno di tutto questo,di non sentire solo il dovere addosso,l’essere perfetti,vincenti a tutti i costi .
Oggi grazie anche a lei che mi conferma questa spendida opportunita’ di ligittimarla,mi sento una studentessa anche io pronta a spiccare il volo a non avere piu paura di non avere voglia.