L’azione di Trump in Venezuela interroga tutti. Il presidente di quella che alcuni considerano la più grande democrazia del mondo, punto di riferimento del civile Occidente, ha detronizzato con la violenza il presidente di un altro Stato. Un atto che viola in modo grave le più elementari norme di diritto internazionale. Il fatto che Maduro per molti sia un dittatore non è sufficiente. Chi giudica se un altro è un dittatore? E basta questo per aggredirlo? E come mai allora non si interviene in mille altre situazioni nelle quali governi autoritari negano diritti e libertà?
Quello che sta avvenendo non può non essere oggetto di riflessione e discussione anche a scuola. Come facciamo a difendere il valore delle regole quando nel mondo persone potenti le violano in modo così eclatante creando, tra l’altro, un corto circuito perché quelle persone sono state democraticamente elette? Come faranno gli insegnanti di diritto a spiegare le norme quando poi si capisce che nella realtà valgono pochissimo? E come facciamo educazione civica quando i grandi del mondo fanno i bulli in mille modi e se ne infischiano delle regole? Eppure, dobbiamo provarci. Anzi, tutto questo rende ancora più necessario il lavoro della scuola.
Intanto si potrebbe parlare in modo aperto di quello che è successo perché magari alcuni studenti e alcuni insegnanti sono d’accordo con quello che ha fatto Trump. Per questo serve definire se si tratta di violazione del diritto e riflettere su altri casi di questo tipo che storia e attualità ci propongono. Poi si potrebbe cercare di capire perché queste cose capitano, se è possibile prevenirle e come reagire. Se serve cambiare le norme o mettere in atto azioni politiche, ad esempio da parte sella sonnolenta Europa. Si potrebbe anche chiedere agli studenti come si sentirebbero se si trovassero in Venezuela.
Ecco, potremmo fare una delle cose che a scuola non facciamo abbastanza. Discutere di un fatto di attualità attraverso un esercizio di democrazia, mettendo a confronto le nostre intelligenze, i nostri sentimenti, le nostre conoscenze e i nostri punti di vista.
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