Si sta molto discutendo dell’accoltellamento avvenuto in una scuola di La Spezia, che ha portato alla morte di uno studente. Come spesso capita, è scattato immediatamente il riflesso securitario senza prendersi un tempo per la riflessione, un momento di silenzio per cercare di capire cosa è successo, perché è successo e se si tratta di fatti isolati sempre capitati o se sono il segno di un’emergenza sociale.
Lavoro nella scuola da oltre trent’anni, prima come insegnante e poi come preside. L’ho fatto in tutti i tipi di scuole superiori: licei, tecnici, professionali. Dappertutto ho trovato ragazzi violenti. Ma gli studenti che portano coltelli a scuola, in passato e oggi, sono rarissimi, tranne forse in qualche particolare realtà del nostro Paese. Certamente non c’è un fenomeno sociale diffuso di questo tipo.
Ma la questione di fondo dell’episodio di La Spezia non sta nel coltello, anche se colpisce l’immaginario collettivo. Sta nelle ragioni che lo hanno determinato e che appaiono chiare se solo si ascoltassero le parole di chi ha aggredito. Alla base c’è l’idea di alcuni maschi secondo cui le donne con le quali hanno una relazione appartengono a loro. Non sono libere di vivere come vogliono e gli altri uomini non possono fare e dire cose che loro non consentono. Altrimenti scatta un’emotività incontrollata, poi la rabbia e la violenza. Di solito verso la donna, ma anche verso altri uomini. Siamo nella solita acqua che nutre i femminicidi e talvolta, come in questo caso, i “maschicidi”. Questa sì che è un’emergenza sociale.
I metal detector trasformano le scuole in caserme e guardano al dito dimenticandosi della luna. Non eviterebbero che gli Atif di turno, accecati da una gelosia morbosa, possano aggredire fuori dalla scuola la propria donna o altri uomini. Il nostro obiettivo non dovrebbe essere che questi fatti non avvengano a scuola, ma che non avvengano mai in nessun luogo. Per questo serve educazione, in modo che ragazze e ragazzi imparino a riconoscere e gestire le proprie emozioni. Un lavoro lungo e complesso, ma certamente più efficace delle scorciatoie richieste dalla pancia del Paese.
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