Oggi ho terminato gli scrutini degli “studenti con giudizio sospeso”. Quarantacinque classi dalla mattina alle 8 alla sera alle 20. A giugno c’erano stati gli scrutini finali di sessanta classi in diversi giorni, sempre dalla mattina alla sera. Faccio il preside da tredici anni. Non ho mai saltato uno scrutinio. Maratone faticose, ma straordinarie, nelle quali quali si rivela il cuore pulsante della scuola. E io non me li voglio perdere. Anche per assumermi la mia parte di responsabilità.

Voglio ringraziare di cuore i miei insegnanti per la passione e la civiltà del confronto, nel rispetto del pluralismo delle idee e delle diverse sensibilità. Con pazienza, cerchiamo di trovare un punto di equilibrio, proviamo a capire quale possa essere il bene degli studenti, analizzando con attenzione le loro storie sul piano umano e scolastico. Un meraviglioso laboratorio di democrazia. Naturalmente le decisioni finali non convinceranno tutti. Ma non importa. Rimane il valore del processo. La vera scuola è tutta lì. Nei processi più che negli esiti. Io oggi sono stanco, ma felice. Perché ho incontrato per l’ennesima volta la passione e la cura che mettono gli insegnanti nel loro lavoro. Checché ne dicano gli odiatori sociali.