Dialogo con mio figlio, studente universitario, alle prese con una sessione di esami.
“Lorenzo, come va lo studio?”
“Eh, va”.
“Ma l’intelligenza artificiale la usi sempre?”
“Si, certo. Ormai non se ne può fare a meno. Francamente, anche se è un po’ antipatico dirlo, ti aiuta a capire le cose meglio di molti insegnanti. La usano tutti, anche gli studenti più bravi. Anzi, soprattutto loro. Perché, per utilizzare bene l’intelligenza artificiale, bisogna essere intelligenti. Agli stupidi non serve a nulla”
“Ma non hai paura che sia inattendibile, che le informazioni che ti restituisce siano sbagliate?”
“È difficile, ormai ha raggiunto un livello altissimo. Comunque, certamente a volte risponde male. Ma in genere, quando risponde male, è perché sono sbagliate le domande che le faccio io. Quando pongo le domande in modo corretto, lei risponde bene”.
Ecco, ho sempre pensato che un buon insegnante non sia quello che conosce tutte le risposte giuste, ma chi sa fare le domande giuste. Mio figlio e la sua amica intelligenza artificiale me lo confermano. E un po’ mi conforta sapere che, nonostante i mille cambiamenti che stiamo attraversando, alcuni principi di fondo conservino il loro valore nel tempo.
Il tema dell’intelligenza artificiale agita la società e il mondo della scuola. È normale, succede con ogni grande novità, che invece andrebbe affrontata con spirito critico, ma aperto e curioso. Innanzitutto, però, dovremmo conoscerla perché purtroppo la maggioranza delle persone che la demonizza non ne sa nulla.
Naturalmente, come tutte le cose, presenta vantaggi e rischi, ma è certamente utile. Forse sull’intelligenza artificiale servirebbe un dialogo tra generazioni così che adulti e ragazzi possano scambiarsi le loro conoscenze, le loro sensibilità, i diversi modi che hanno di utilizzarla. Attiviamo le nostre intelligenze umane per analizzarla e confrontarci.
L’intelligenza artificiale può creare un solco tra generazioni e conflitti difficili da gestire. Possiamo evitarlo solo se decidiamo di frequentare questo nuovo mondo tutti insieme. Poi ognuno lo abiterà come vorrà.
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