Al termine di un bellissimo reading teatrale sulla storia di cinque partigiane, scritto da Silvia Nanni e interpretato da Gaia Nanni, Lena Miranda e Lisa Martinelli, è stato chiesto alle studentesse e agli studenti che hanno assistito chi sono per loro oggi le persone che resistono.
«Io penso a mia mamma, che fa di tutto per non farmi mancare niente. Anche se ha mille problemi, non me lo fa notare mai. Anzi, è disponibile ad ascoltare e risolvere i miei problemi. Mi ha sempre dato la libertà di capire e sbagliare, senza mai giudicarmi».
«Credo che un esempio di resistenza sia mio nonno. Da anni lotta contro la depressione e l’Alzheimer. Non si è mai arreso, riesce ancora a riconoscerci nonostante sia malato da molti anni. Tutti sono stupiti da questa cosa, ma io credo che sia merito della sua forza e del suo amore. So che continuerà a lottare anche se il suo avversario non si può sconfiggere».
«Per me, una persona che resiste è mia mamma. Da quando è divorziata, sta resistendo alla vita. Da sola ha cresciuto quattro figli e dopo anni, quando si è riaccompagnata all’attuale marito, ha fatto un altro figlio che sta crescendo. È la persona più forte che conosco e sono fiera di lei».
«Resiste chi non cambia i propri ideali anche se quelli intorno sono diversi. Resiste chi non riesce ad arrivare a fine mese. Resistono i medici che non si arrendono anche quando non vedono speranze».
«Resiste chi ha una malattia grave. Resiste chi è sotto le bombe. Resiste chi non ha nessuno su cui contare. Resistiamo noi giovani con mille problemi per il futuro e una memoria da ricordare». «Resistere al giorno d’oggi è continuare a tornare a casa sfiniti dal lavoro, portare avanti la famiglia attraverso stress e difficoltà senza lasciarsi andare. Chi resiste sono i miei genitori. Chi resiste sono le persone che pongono davanti a tutto le proprie responsabilità».
«Quando i miei genitori si arrabbiano perché non sono d’accordo con qualcosa che mio fratello sbaglia quando fa i compiti. Questa è una cosa che vorrei cambiare, che i miei genitori non si arrabbino».
Non credo ci sia nulla da aggiungere.
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