Oggi è la festa del Papà. I papà a scuola si vedono un po’ più che in passato, ma ancora troppo poco. Sono spesso le mamme a seguire educazione e istruzione dei figli. Se a questo si somma il fatto che sono donne oltre l’80% degli insegnanti, si capisce che abbiamo un problema di genere. L’ennesimo. Che si conferma se guardiamo alle stanze del potere, dove le percentuali cambiano. Negli staff di presidenza, tra gli ispettori, tra i direttori degli uffici scolastici, gli uomini aumentano. Per questo personalmente ho scelto vicepresidi donne. Avevo bisogno di un altro sguardo. Che mi facesse vedere cose che non vedo, che migliorasse me e la scuola.
Al Marco Polo si è aperta una riflessione su parole ed espressioni degli adulti che gli studenti ritengono offensive, intrusive, specie da parte di insegnanti uomini verso le ragazze. “Ti vedo in forma”, “Questo taglio di capelli ti sta bene”. Cose così. A me alcuni di questi apprezzamenti, se non animati da cattive intenzioni, erano parsi legittimi. Ma le mie vicepresidi mi hanno fatto capire che sbagliavo. Che in una scuola i commenti estetici di un adulto sono fuori luogo. Che il corpo dei ragazzi non è affare nostro. A me questo rimprovero è servito molto. Credo che comunque anche alle donne di scuola potrebbe servire un punto di vista maschile. Per cercare linguaggi, sensibilità, modi di agire condivisi.
Alcuni anni fa tenevo corsi a istruttori di calcio giovanile sulle relazioni tra adulti e ragazzi. Dopo mesi, uno di loro mi ha cercato. «Ho riflettuto sulle cose che ci siamo detti e ho pensato a mio figlio. Era un ragazzo sereno e andava bene a scuola, poi ha perso il sorriso e sono arrivati brutti voti. Mi sono fermato a capire perché. Noi abbiamo un bel rapporto, ma per lavoro ero stato fuori e lo avevo trascurato. Allora sono andato nella sua camera e gli ho chiesto scusa, ho detto che non sarei più mancato. Da quel momento ha fatto un “clic”, è ripartito ed è tornato il ragazzo di prima».
La festa del Papà può essere un’occasione per ripensare il nostro modo di stare con bambini e ragazzi. Dentro e fuori la scuola.
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