Siamo a una settimana dall’inizio delle vacanze di Pasqua e a circa due mesi e mezzo dalla fine della scuola. In questi giorni si ripetono le solite scene.
«Preside, mi sono resa conto che rimangono poche ore effettive di lezione, come farò a finire il programma?». «Ragazzi, avete le ultime settimane per recuperare. O vi rimettete a studiare ora, approfittando della pausa di Pasqua, o vi lascio la materia». «Prof, però non fate come sempre, che ci mettete compiti e interrogazioni tutti insieme perché così non ce la possiamo fare. Non si capisce perché non riuscite a programmare le cose e a coordinarvi tra voi». «Proveremo a farlo. Comunque, ve lo dico con franchezza, non è che con un sei a giugno potete pensare di recuperare tutte le insufficienze. La media si fa su tutto l’anno scolastico». «Prof, ma non aveva detto che le medie lei non le faceva, che guardava anche l’impegno?». «L’ho detto, l’ho detto, però i voti che prendete alle verifiche contano, non è che non contano. Sennò che le facciamo a fare?».
«Per noi che siamo in quinta, si è capito come sarà questo esame di maturità?». «Un po’ si è capito e un po’ no. Il colloquio è cambiato e dobbiamo capirlo meglio anche noi. Voi però intanto studiate. E non solo le materie che sono uscite all’esame, dovreste studiarle tutte perché tutte fanno credito e vi servono per la vita». «Eh, ma con le montagne di compiti che ci date non si riesce a fare tutto, è normale che ci si concentri sulle materie che sono uscite». «Normale non è. Poi, se faceste meno forche, seguireste di più le lezioni e avreste meno da studiare a casa. E comunque non date per scontato che tutti vengono ammessi agli esami perché alcuni li bocciamo prima». «Eh, così non è proprio ci incoraggi. Poi un’altra cosa, prof. Per prendere crediti alti dovreste mettere tutti i voti fino al dieci, se mettete massimo sette e mezzo, tutto viene schiacciato in basso». «Va bene, però allora metto anche uno perché i voti vanno dall’uno al dieci, per essere precisi».
Ecco, ascoltando questi fantastici dialoghi, penso che qualche giorno di vacanza ci farà bene. A tutti, studenti e insegnanti.
26 Marzo 2026 alle 10:05
Le riflessioni che propone sono sempre molto interessanti