Alcuni giorni fa nelle scuole si sono tenuti gli esami di idoneità, quelli che consentono di “recuperare” anni persi, di solito a seguito di bocciature. Una volta si vedevano cose fantascientifiche, tentativi acrobatici di fare anche cinque anni in uno. Adesso fortunatamente le norme non consentono di superare più di due anni con unico esame.
Si vedono però ancora cose intollerabili. Studenti che pagano migliaia di euro, contraendo a volte debiti per anni, per poi presentarsi completamente impreparati. Famiglie spesso disorientate e poco informate che si lasciano convincere dalle pubblicità e si affidano a soggetti che chiedono somme ingenti con promesse di supporto allo studio quasi mai mantenute. Gli studenti non sono poi seguiti davvero e vengono mandati allo sbaraglio a sostenere gli esami. Il risultato sono scene mute, tentativi maldestri di copiatura, pianti, crisi d’ansia, senso di vergogna e frustrazione. Con tutti noi in forte imbarazzo e un sentimento misto di dispiacere per ragazze e ragazzi lasciati soli e di irritazione per chi approfitta della buona fede di famiglie in difficoltà economiche, che fanno sacrifici per non ottenere nulla.
Questa riflessione non vuole essere un attacco tout court alle scuole private. Nei miei anni di scuola ne ho conosciute alcune molto serie. Ma ce ne sono altre, paritarie e non paritarie, che fanno cose inaccettabili. È una discussione che va avanti da tempo. Chi ha il potere di farlo dovrebbe vigilare di più e le famiglie, vittime di vere e proprie frodi, dovrebbero segnalare queste situazioni alle autorità competenti. In futuro, sarebbe bene che chi volesse sostenere un esame di idoneità si informasse prima per capire come funzionano le procedure. Poi assumerà le proprie decisioni, ma almeno lo farà consapevolmente.
Sono un dirigente di una scuola pubblica e ne difendo il valore. Ma qui il discorso è più generale. Va sostenuta una scuola seria e di qualità, nel pubblico e nel privato. Il rito degli esami di idoneità mostra molte criticità. Sarebbe il caso di parlarne con franchezza e agire di conseguenza. Prima possibile.
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